Da cosa dipende il risultato estetico

Bambini

In caso di malformazioni oculari congenite (microftalmo/anoftalmo) la precocità del trattamento e l’utilizzo di protesi che consentano una corretta apertura e chiusura delle palpebre fin dalla prima applicazione è determinante per un perfetto risultato estetico.

Per ottenere uno sviluppo armonico delle ossa orbitarie e delle palpebre nel caso dell’anoftalmia congenita (assenza congenita del bulbo oculare) è indispensabile iniziare il trattamento entro i primi due mesi di vita e che la frequenza della sostituzione della protesi avvenga in tempi stabiliti e personalizzati per ogni bambino. L’inserimento delle protesi e/o conformatori viene eseguito ambulatorialmente e non è necessario sottoporre il bambino ad anestesia né locale né generale.

Solo successivamente, a seconda del risultato ottenuto, il medico oculista valuterà se sarà necessario sottoporre il bambino ad un intervento chirurgico di ricostruzione e riempimento della cavità con un impianto orbitario di innesto dermo adiposo. Il movimento della protesi in questi casi dipenderà dalla presenza o meno dei muscoli extraoculari.

Nell’anoftalmia congenita è da evitare l’utilizzo di conformatori o protesi che sporgendo dalla cavità non consentano il movimento delle palpebre e la loro chiusura, mantenendole sempre aperte, cosiddetti conformatori a funghetto, che determinano un iposviluppo palpebrale.

Anoftalmo pre trattamento con protesi a 1 mese

Dopo trattamento con protesi a 5 anni

Nel caso del microftalmo, il piccolo occhio cieco funge da motore e sostegno della protesi . In questi casi il risultato estetico ottimale si ottiene più facilmente e senza bisogno di chirurgia, la protesi oculare si applica direttamente sul piccolo bulbo, il risultato sarà immediato.

Microftalmo in occhio sinistro a 6 mesi senza protesi

Microftalmo dopo applicazione di protesi a 2 anni

Microftalmo dopo applicazione di protesi, risultato a 14 anni

Attualmente, in caso di bambini che hanno subito un’enucleazione per cause tumorali o traumatiche, si inserisce sempre una biglia all’interno della cavità per riempirla ed attaccarla ai muscoli extraoculari per dare movimento alla protesi. Questa tecnica innovativa è la chiave del successo estetico. In caso di esiti di malattie, quando non è necessario rimuovere tutto l’occhio, verrà eseguito un intervento di eviscerazione i muscoli extraoculari rimangono attaccati alla sclera ( la parte bianca dell’occhio) e all’interno della stessa viene inserita una biglia.

In caso di traumi o malattie in cui il bambino presenta un bulbo più piccolo e atrofico l’applicazione della protesi a guscio su impronta permette di avere il miglior risultato estetico e di movimento protesico senza ricorrere ad interventi demolitivi.

Nei casi in cui si presentano cavità senza impianto e palpebre posizionate in maniera non corretta, la chirurgia oftalmoplastica e l’uso dei filler permette di migliorare il risultato estetico protesico.

Adulti

Il risultato estetico è condizionato da diversi fattori: la presenza o meno di un bulbo, il tipo d’intervento subito, se è presente o meno un impianto endorbitario , se ci sono state fratture orbitarie o se si è stati sottoposti a terapia con radiazioni per motivi tumorali etc..

Quando è stato possibile mantenere il proprio bulbo, anche se atrofico, l’applicazione della protesi a guscio su impronta permette di ottenere il miglior risultato di tolleranza, estetico e di mobilità. Se, invece, non è stato possibile conservare il bulbo, e il paziente ha subito un intervento demolitivo (enucleazione/eviscerazione), la presenza di un impianto nella cavità consente il movimento della protesi e un’ottima riuscita estetica. Nei pazienti che subiscono un’enucleazione o eviscerazione senza l’inserimento di un impianto nella cavità, l’utilizzo della presa d’impronta permette, a prescindere dal tipo di intervento subito, di avere il miglior risultato estetico e di motilità. Il riempimento della cavità può essere eseguito anche successivamente e migliora sensibilmente il risultato estetico.

Esito di malattia oculare bilaterale, prima e dopo l’applicazione di gusci protesici

Nei traumi, in caso di fratture orbitarie e coinvolgimento delle palpebre, la corretta riparazione prima delle fratture delle ossa dell’orbita e poi la riparazione dei tessuti palpebrali sono indispensabili, per il buon esito estetico. Il paziente dovrà portare un conformatore che mantenga i fornici congiuntivali nell’immediato postoperatorio e solo alla fine del percorso chirurgico verrà applicata la protesi personalizzata su impronta.

Il risultato estetico è condizionato dalla patologia , dal tipo di intervento subito, dalla personalizzazione della protesi e dalla metodologia di fabricazione.

I pazienti che indossano un guscio protesico posso svolgere qualsiasi attività ludica, lavorativa o sportiva senza dover rimuovere la protesi.

La presenza di un bulbo atrofico favorisce un buon risultato estetico.

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